26ott
Postato da Tagliaerbe
Tag: copywriter, copywriting, seo
La buona regola dello scrittore (offline e online) è quella di usare la forma attiva: è più diretta, più stringata, più scorrevole.
La forma passiva ha però un vantaggio: permette di “trasformare” il complemento oggetto in soggetto, e può essere utilizzata per presentare all’inizio della frase (anzichè alla fine) la parola chiave di nostro interesse.
Esempio:
Come noterete, la prima frase suona sicuramente meglio, ma girandola da attiva a passiva riesco a spostare TagliaBlog dalla coda alla testa del periodo, enfatizzando maggiormente il termine.
Utilizzando sapientemente l’attivo o il passivo riuscirete pertanto a creare TITLE, DESCRIPTION e (in generale) frasi più efficaci, che favoriranno il rank del documento nei motori (nonchè il click dell’utente quando dovrà scegliere fra i 10 risultati della SERP).
Fonte: Passive Voice Is Redeemed For Web Headings (ripresa da Attivo vs Passivo: contrordine)
10 Risposte
DAG
ottobre 26th, 2007 at 08:20
1Inconsciamente già applicavo questa tecnica…
Ora so perché lo faccio…
Mattia Soragni
ottobre 26th, 2007 at 09:22
2do ragione a dag per sul comportamento e a te sul post..
credo che chi bazzica nel settore, involontariamente applichi già questa regola, senza sapere che sta roba si chiama passivo…
Alberto
ottobre 26th, 2007 at 10:22
3Pare evidente che io non bazzico visto che non la applico.
Mi sembra un tantino eccessivo dover rigirare come un calzino le frasi: non è un po’ un eccesso di zelo?
DAG
ottobre 26th, 2007 at 10:31
4La presenza della kw nelle prime due o tre parole del title è importantissima. Poi tutto è relativo…
Mattia Soragni
ottobre 26th, 2007 at 11:46
5certamente alberto…. diciamo che se si ha la possiblità mettere in primo piano le parole è mglio da un punto di vista SEO… da un punto di vista utente, allora questaregola non vale più
Adso da Melk
ottobre 26th, 2007 at 12:14
6alla faccia magari della qualità dello scritto
Mattia Soragni
ottobre 26th, 2007 at 12:22
7[QUOTE]alla faccia magari della qualità dello scritto[/QUOTE]
al “seo” da definizione la qualità dello scritto non importa… (purtroppo)
DAG
ottobre 26th, 2007 at 12:31
8> Mattia Soragni
> al “seo” da definizione la qualità
> dello scritto non importa… (purtroppo)
…in attesa della ricerca semantica (altro che PhraseRank) ! Io sono dell’idea che i motori continuino a perdere qualità giorno dopo giorno… Attendiamo impazienti Wiki che ci libererà dal Google-polio (che è peggio del monopolio)…
Finz
ottobre 26th, 2007 at 12:49
9Per un attimo con il tuo titolo sei riuscito a farmi temere…Ci mancava solo che per il pagerank si doveva cambiare abitudine sessuale…
Adso da Melk
ottobre 26th, 2007 at 14:18
10“al “seo” da definizione la qualità dello scritto non importa… (purtroppo)”
eh lo sto comprendendo, con tristezza, pure io
mi chiedo spesso cosa me ne faccio delle visite che arrivano da google con parole chiave stupide, tipo “entreneuse”
sto cominciando a pensare che dei motori di ricerca non mi frega nulla
Grazie a dio buona parte delle visite mi arrivano con “adso blog” e varianti vari.
Certo, non ho la presunzione di pensare che stessero cercando proprio me visto che in fondo “Adso da Melk” è un nick che possono scegliere in tanti e che in moltissimi hanno un blog – anche fuffa – o un sito dove farsi raggiungere
Ieri stavo meditanto uno scriptino che, messo sulla home page e analizzando la keyword cercata, suggerisse al visitatore di andarsene (magari chiedendo scusa) o lo ringraziasse
appena ho tempo ci medito meglio
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