Scrivere per i motoriLa buona regola dello scrittore (offline e online) è quella di usare la forma attiva: è più diretta, più stringata, più scorrevole.
La forma passiva ha però un vantaggio: permette di “trasformare” il complemento oggetto in soggetto, e può essere utilizzata per presentare all’inizio della frase (anzichè alla fine) la parola chiave di nostro interesse.

Esempio:

  • Google ama il TagliaBlog (forma attiva: Google è il soggetto, TagliaBlog il complemento oggetto)
  • Il TagliaBlog è amato da Google (forma passiva: TagliaBlog diventa soggetto e Google complemento d’agente)

Come noterete, la prima frase suona sicuramente meglio, ma girandola da attiva a passiva riesco a spostare TagliaBlog dalla coda alla testa del periodo, enfatizzando maggiormente il termine.

Utilizzando sapientemente l’attivo o il passivo riuscirete pertanto a creare TITLE, DESCRIPTION e (in generale) frasi più efficaci, che favoriranno il rank del documento nei motori (nonchè il click dell’utente quando dovrà scegliere fra i 10 risultati della SERP).

Fonte: Passive Voice Is Redeemed For Web Headings (ripresa da Attivo vs Passivo: contrordine)

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