Trascorro da anni parecchio tempo sul web, e (di conseguenza) visualizzo quotidianamente un numero imprecisato di pagine, le quali contengono (generalmente) uno o più banner.
Osservo sempre tali annunci con una certa attenzione, anche se non li clicco praticamente mai… ma poco fa ho visto un leaderboard AdSense davvero “particolare”:

Stavolta l’ho cliccato, e mi sono ritrovato su questa pagina: si tratta di una promozione ideata dalle agenzie di viaggio Tui.it, che promettono uno sconto (da 20 a 50 euro) sulla prenotazione di una vacanza in cambio di un link.
Promozione ideata dall’agenzia di viaggi, o oculata strategia SEO?
Nelle specifiche indicate sulla pagina, si nota chiaramente la mano di un SEO; si richiede infatti (tra parentesi la mia interpretazione):
Conclusione
In questi giorni si parla tantissimo di penalizzazioni (vere o presunte) applicate da Google a seguito della vendita di text link.
Ma il marketplace della compra-vendita di link testuali è forte, solido e duro a morire: in settori molto competitivi, come quello dei viaggi e del turismo, procurarsi link tematizzati con un forte trust rimane una delle pratiche più in uso (e uno dei fattori di maggior importanza per un buon posizionamento nelle SERP dei motori).
Google gioca la sua partita (a suon di FUD), i SEO la loro (a suon di link
).
9 Risposte
Fabio Sutto
Ottobre 11th, 2007 at 01:48
1Ciao Davide,
non dicono nulla di link con nofollow o javascript, o non diretti (es. preceduti da redirect lato server) strana dimenticanza per un provider turistico con sede nella Riviera Romagnola dove ogni giorno si combatte una guerra spietata
flashmotus
Ottobre 11th, 2007 at 11:07
2grazie davide, quindi robin good aveva ragione riguardo la forte penalizzazione che google ha applicato sul suo blog…
non rimane che attendere questo aggiornamento e vederne i risultati, meno tranquilli saranno quelli che adottano tecniche di textlink nel proprio sito, che fare?? Correre ai ripari e ripulire il sito o affrontare la mannaia del pagerank a muso duro??
Flashmotus » Blog Archive » Aggiornamento PR di Google, tempo di permanenza vs pageview
Ottobre 11th, 2007 at 11:10
3[…] 11-10-07: A proposito di aggiornamenti del pagerank consiglio la lettura del post di tagliaerbe (link) circa un’altra tesi sulla nuova politica di google “penalizzare i siti che vendono i […]
Tagliaerbe
Ottobre 11th, 2007 at 11:57
4Da tempo Google sta combattendo la sua battaglia contro i link a pagamento.
Questo documento, presente all’interno del Centro assistenza webmaster: http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=66736 NON parla espressamente di penalizzazioni (dice addirittura “Non tutti i link a pagamento vìolano le nostre istruzioni. L’acquisto e la vendita di link fanno parte normalmente dell’economia del Web, se eseguiti a fini pubblicitari e non di manipolazione dei risultati di ricerca”), ma certamente condanna (e, anzi, invita a segnalare) la pratica della compra-vendita dei link volti a manipolare i risultati delle SERP.
Ognuno agisca come crede
Fabio Sutto
Ottobre 11th, 2007 at 21:28
5@flashmotus
Il temporaneo calo nei posizionamenti di Masternewmedia.org non aveva a che fare con i link a pagamento. Un link in ingresso ad oggi NON può danneggiare un sito, tagliaerbe parla dei link in uscita.
La questione di Masternewmedia è in parte irrisolta ma le tesi più realistiche riguardano
- la presenza di testo nascosto
- una rivalutazione provvisoria da parte di Google del valore dato all’insieme di link interni
Per quanto riguarda le “penalizzazioni da link” oggi possiamo immaginare soltanto che Google punisca chi dà link a pagamento e chi linka siti spam, quindi non i link in ingresso.
Tagliaerbe
Ottobre 11th, 2007 at 22:23
6In alcuni casi credo che Google possa penalizzarti anche a causa della natura dei link in ingresso.
Faccio un esempio:
un sito giovane, debole, con pochi link in ingresso (e quei pochi non rilevanti) viene linkato da un grosso network di siti spam.
In un caso del genere, Google potrebbe credere che il sitarello faccia a sua volta parte dello spam network, estromettendolo dalle SERP.
Sul lato opposto, è chiaro che chi possiede un sito stagionato, con un buon trust e forti link in ingresso non possa subire danni se per sbaglio (o intenzionalmente…) viene linkato da risorse spammose.
Fabio Sutto
Ottobre 12th, 2007 at 00:24
7“un sito giovane, debole, con pochi link in ingresso (e quei pochi non rilevanti) viene linkato da un grosso network di siti spam.”
Non so per il futuro, ma ad oggi dalle prove che ho fatto non ho visto particolari differenze da un sito nuovo privo di link rilevanti: semplicemente non ottiene benefici.
Poi ci sarebbe molto da dire sulla reale scientificità delle prove che ho fatto…
Però diciamo che almeno ho rinforzato l’impressione che non succeda nulla
Fa eccezione il discorso delle lingue: se su un sito nuovo e debole arrivano molti link da una lingua “sbagliata” allora posso verificarsi dei problemi (come Stefano Gorgoni qualche tempo fa aveva evidenziato).
Tagliaerbe
Ottobre 12th, 2007 at 09:27
8Io l’esperimento del “cambio lingua” l’ho fatto tempo fa, e il sito non era affatto nuovo (o debole)
: http://www.giorgiotave.it/forum/gara-test-fattori-arcani/8892-esperimento-doopcircus-al-contrario.html
enrico
Ottobre 13th, 2007 at 09:35
9Magari dire che il sito che linka deve essere travel related? no eh…
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