Dopo la blogger 15enne da 900 dollari al mese, ho appena letto la storia di un’altra ragazzina (questa volta 17enne), che con un suo sito sta facendo una fortuna (e qui non parliamo di qualche centinaio di verdoni al mese).
Ashley Qualls (questo il nome della teenager) riesce infatti ad intascare circa 70.000 dollari al mese, grazie ad un sito (Whateverlife.com) che offre gratuitamente layout per MySpace.
Il website in questione pare faccia qualcosa come 7 milioni di visitatori al mese e 60 milioni di pageview, cosa che ha permesso alla giovane di incamerare fino ad oggi oltre 1 milione di dollari (e di rifiutare una offerta di “buyout” per 1,5 milioni).
La storia è da sogno americano: Ashley apre Whateverlife.com nel 2004 (all’età di 14 anni), e nel 2005 è già costretta a passare su di un server dedicato (a causa dell’enorme traffico che il sito generava). Non è però in grado di pagare la retta mensile del server, e il suo hoster le suggerisce di inserire sul sito gli annunci pubblicitari di Google.
Il suo primo assegno di AdSense fu di 2.790 dollari, superiore allo stipendio di sua madre.
E superiore allo stipendio della maggior parte degli italiani che lavorano su Internet (aggiungo io).
Tre punti su cui meditare:
Fonti: FastCompany.com e doshdosh
10 Risposte
pluto
Settembre 3rd, 2007 at 13:15
1punto tre: gia fatto
Gianni
Settembre 3rd, 2007 at 13:45
2Si vede Pluto che conosci bene la lingua, mannaggia a me che non sono rimasto in buoni rapporti con una ragazza che ha vissuto 7 anni a New York, mi avrebbe fatto comodo, oppure usi un translator?.
Purtroppo in Italia rimangono solo le briciole, a proposito ma boo-box è già attivo?.
AleViga
Settembre 3rd, 2007 at 14:17
3Incredibile!!!da non crederci!!Sono rimasto a bocca aperta quando ho letto la news…
Davvero complimenti alla ragazza!!
Bluebimba
Settembre 3rd, 2007 at 21:32
4Se siete geni del pc vi metto a disposizione il mio blog! Mi fate diventare ricca ricca???
IlDuca
Settembre 4th, 2007 at 10:26
5Ma come diavolo è possibile…? L’unica spiegazione è siano diversi gli advertiser sull’argomento e che producano anche ads interessanti..Nella tua intervista però, Robin Gooh, pur riconoscendo la maggior ampiezza del mercato di lingua inglese, aveva ammesso che , con buoni numeri di traffico, sarebbe stato possbile ottenere una buona monetizzazione anche con siti in lingua italiana. Ma sinceramente non ho mai sentito nulla di simile qua da noi, nemmeno tra i più quaquaraqua..
Tagliaerbe
Settembre 4th, 2007 at 11:08
6Semplicemente non esistono, in Italia, siti che regalano layout in grado di attrarre 7 milioni di visitatori e 60 milioni di pageview al mese.
Anzi, son numeri che (da noi) fanno pochissimi siti, e non sicuramente regalando layout per MySpace.
E’ per tale motivo che suggerisco, se si desidera puntare sui grandi numeri, di rivolgersi al mercato anglofono, enormemente più grande e ricco.
nessuno77
Settembre 5th, 2007 at 01:54
7e stica:)ghgh
Marco
Settembre 5th, 2007 at 18:25
8La ragazzina credo comunque che sia stata molto fortunata e le auguro di ottenere sempre maggiori consensi.
In Italia,si possono ottenere gli stessi risultati se non superiori ma occorre avere un progetto a lungo termine.
Mi e’ capitato di vedere spesso dei VERI IMPRENDITORI o persone che sapevano sviluppare un sito,altri che avevano grandi capacita’ di vendere pubblicita’,altri ancora che riuscirebbero a pubblicizzare un web-site nei modi piu’ disparati.
Quale e’ il problema ?
Semplice!
Non ci si fonda,non si creano alleanze e spesso ci si circonda da persone che hanno una preparazione nel loro settore mediocre( Seo ad esempio che chiedono informazioni per posizionare un sito:)
Manca la coesione,lo spirito imprenditoriale collettivo.
L’unione.
Io mi domando il perche’.
comunicati
Settembre 7th, 2007 at 15:02
9ma l’idea è venuta alla ragazzina? ma gli sfondi li fa la ragazzina?
certo, qualsiasi siano le sue competenze, di sicuro ha una bella testa e delle belle idee… ma certi contatti come farà ad averli? boh!
Rob
Febbraio 11th, 2008 at 22:53
10Se volete fare soldi col web, scordatevi la lingua italiana…
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