Periodicamente, trovo online diversi sondaggi (o post di forum) che includono la fatidica domanda:
Quanto guadagni con AdSense?
Anche se non vengono mai indicati alcuni basilari parametri (fra questi il numero di utenti e le pagine erogate dal sito, la dimensione, il numero e la posizione degli annunci e soprattutto la tipologia dei contenuti del sito), trovo comunque interessante curiosare fra questi numeri, che aiutano a capire come è composto il variegato mondo dei publisher di Google AdSense.
Fra i sondaggi più recenti, ho provato a dare un’occhiata a quelli in corso sul forum Digital Point, su Google Blogoscoped e, in ambito italiano, su Alverde: da questi emergerebbe che almeno 1/3 dei publisher AdSense guadagna meno di 100 dollari al mese.
Il 35% dei forumisti di Alverde, il 37% di quelli di Digital Point e addirittura il 46% degli utenti di Google Blogoscoped, dichiara infatti di non superare la cifra di 100 $, il che dimostra come la gran parte dei publisher AdSense sia relativa a siti molto piccoli (probabilmente blogger?) che con la pubblicità di Google certamente non campano (semmai arrotondano, o ci pagano le spese vive di dominio e hosting).
Google Blogoscoped ha segmentato la fascia 0-100 dollari in 2 (da 0 a 9 e da 10 a 99), e l’interessante dato che è emerso è che addirittura il 28% degli utenti non arriva a generare nemmeno 10 dollari dal mese col proprio sito.
Ora, non conosco come ci si regola fiscalmente in altri paesi, ma mi risulta che, in Italia, se percepisco un reddito continuativo (=guadagno x dollari/mese con AdSense) devo dichiararlo, altrimenti sono considerato un evasore.
Ciò significa che Google continuerà a trasferire fondi sul mio conto (o mi manderà l’assegno) ogni qual volta raggiungo la cifra di 100 dollari, ma se voglio essere in regola col fisco italiano devo dichiarare tutti gli importi ricevuti: per fare ciò, devo necessariamente avere una partita IVA.
Mi chiedo a questo punto:
quanti di coloro che in Italia utilizzano AdSense, hanno una partita IVA e dichiarano tali guadagni?
e soprattutto
se è vero che circa 1 utente su 3 non arriva a 100 dollari/mese (ovvero 75 euro), quanti di questi aprono una partita IVA per dichiarare meno di 900 euro all’anno?
Se anche voi fate parte di questo popolo di evasori fiscali, ecco 3 veloci consigli:
E se volete presentarvi preparati dal commercialista, iniziate a leggere questa ottima guida al profilo IVA di Google AdSense…
48 Risposte
Lorenzo Strambi
maggio 31st, 2007 at 08:07
1MAgari riuscissi a fare 100$…in un anno!
Enzo
giugno 2nd, 2007 at 10:31
2Sto segnalando questo post, veramente molto utile, a tutti quelli che conosco.
Grazie,
Ciao
Tagliaerbe
giugno 2nd, 2007 at 11:13
3Grazie a te
BlogmasterPg
giugno 2nd, 2007 at 11:30
4A Tagliaè, sul fatto del dover dichiarare anche se hai gudagni minimi hai preso un abbaio. A dire la verità non vorrei confondermi le fonti, ma prima di segnarmi ad Ad-Sense mi ero informato: niente dichiarazione (obbligatoria peraltro in america). Credo che l’avevo letto su Ad-Sense stesso, o su un inserto specifico de ‘il sole 24h’ o in un giornale economico, ma ripeto, non vorrei scrivere castronerie.. Per i piccoli blogger ‘per hobby’ come me che solo ad una ‘botta di culo mostruosa’, scusa il termine, potrebbero avere sulle 10.000 visite giornaliere suffienti a poter avere un reddito mensile accettabile, cioè diciamo dai 500 ai 2000 euro mensili… non so te ma io 10000 ne faccio in mesi, altro che in un giorno..
Tagliaerbe
giugno 2nd, 2007 at 12:05
5Per quel poco che so, qualsiasi cifra percepisci da Google AdSense va dichiarata.
Trattandosi poi di reddito continuativo (e non saltuario), per essere in regola è necessaria una partita IVA.
Consiglio a tutti la lettura di questa discussione: http://www.giorgiotave.it/forum/adsense-adwords/38607-affiancamento-adsense-su-blog-help-needed.html
Anonymous
agosto 19th, 2007 at 16:13
6ragazzuoli io ho parlat con un tipo che per lavoro si è informato bene con le persone giuste, ovvero google e un organo italiano che non ricordo quale fosse.. Chi non ha azienda deve semplicemente dichiarare a fine anno
Phebo
settembre 11th, 2007 at 10:12
7Grazie dell’ottima spiegazione soprattutto per il trucchetto del bloggo dei pagamenti di Adsense. Non la conoscevo.
Questo è parlare.
Ci sono troppi siti che parlano parlano ma alla fine non ti spiegano nulla.
Continua così.
Francesco
ottobre 12th, 2007 at 11:31
8Per quanto riguarda l’obbligo di partita iva, stiamo attenti a dare informazioni false e tendenziose.
1) Visto che i pagamenti puoi sospenderli, non è continuativa.
2) Un privato senza partita iva può dichiarare fino a 5000 € l’anno.
Quindi, chi va oltre è “obbligato” ad avere una partita iva.
Phebo
ottobre 12th, 2007 at 12:30
9In risposta a Francesco:
Quindi tu dici che se io ogni tanto decidessi di bloccare i pagamenti che google dovrebbe versare sul mio conto, io dimostrerei di avere un rapporto non continuativo con google; e ai sensi di legge non dimostrerei così di avere un’attività.
Ho capito male?
marco
dicembre 31st, 2007 at 19:47
10è vero concordo che fino a 5000€ all’anno non si è obbligati ad aprire una posizione iva(anche perke sennò sarebbe ridicolo,ci sarebbero piu costi che guadagni)
zibro
gennaio 7th, 2008 at 22:12
11Concordo con Francesco tanto è che molti procacciatori di affari vengono pagati in ritenuta d’acconto quando non superano il tetto dei 5000 Euro annuali.
Berto
gennaio 9th, 2008 at 17:35
12Volevo inserire “Adsense” nel mio blog, ma ora leggo di tutte queste complicazioni… inoltre adesso salta fuori sta cosa del bollino siae. Chi ha pubblicità sul suo sito/blog è tenuto a pagarlo? Qualcuno sa ragguagliarmi in merito?
Marco
febbraio 18th, 2008 at 00:12
13Si’ Berto, svegliati va…
Elwe Celebrindal
giugno 6th, 2008 at 17:06
14Ma i banner pubblicitari di Ad Sense sono sono solo a click a si guadagna qualcosina anche con pubblicità visiva senza che nessuna ci clicchi sopra?
Martin_fly
giugno 11th, 2008 at 11:01
15Ciao Tagliaerbe, complimenti per il post, molto utile per i piccoli publisher che a volte non sanno come gestire fiscalmente adsense.
dgawebdesign.com
agosto 19th, 2008 at 13:18
16Bell’articolo
Roberto
ottobre 23rd, 2008 at 21:40
17Ottimo articolo, ci sono sempre dubbi per quanto riguarda questo delicato argomento.
bruno
gennaio 8th, 2009 at 00:03
18non e’ esatto quello che ho letto sopra, anche un dipendente puo’ dichiarare compensi occasionali fino ad una cifra di 5000 euro/anno
pagando quindi in dichiarazione una cifra calcolata sul reddito totale
percepito dipendente piu’ occasionale; dopo i 5000 euro dovrebbe anche versare una quota all’imps. Dopo questa cifra pero’ si corre il rischio
che l’attivita’ diventi predominante e si e’ obbligati ad aprire la partita iva.
Per quanto mi sono informato dal consulente mi risulta cosi’.
Fortunato
gennaio 13th, 2009 at 15:28
19Salve ragazzi,
devo seguire le leggi del paese dove risiedo e gestico il sito?
o del paese dove sono i server che gestiscono il sito?
ihihhihihi
Marina
gennaio 17th, 2009 at 17:43
20Ciao ragazzi,
io ho chiesto con precisione a un commercialista.
Allora funziona così:
Se superi i 5 mila euro all’anno allora devi aprire la partita iva e registrare regolare fattura.
Se invece con adsense sei sotto i 5 mila euro devi in ogni caso registrare il guadagno e pagarci una quota di Iva.
anto
febbraio 12th, 2009 at 19:40
21Per rientrare nel lavoro occasionale non basta nn superare la soglia dei 5000 euro all’anno: innanzitutto non si deve fatturare troppe volte all’anno: per il fisco se fatturi 10 volte all’anno anche se ogni fattura è di 100 euro viene considerato lavoro contnuativo quindi partita iva obbligatoria; se invece fatturi una volta o due all’anno e su oigni fattura mettiamo 2000 euro, sei occasionale comunque.
La soglia dei 5000 euro inoltre deve essre totale, nel senso che anche se con google non superi i 5000 euro ma hai altre partnership del tipo conta il guadagno complessivo che otieni dalle diverse collaborazioni.
Dopodiché è secondo me assolutamente stupido pensare che 5000 euro siano una cifra che consenta di aprire una partita iva, pagare il commercialista inps, tasse etc. La legge dovrebbe essere rivista e la soglia dei 5000 euro dovrebbe essere innalzata, almeno raddoppiata
L’italia è un paese dove non c’è alcuna voglia di sostenere le piccole medie imprese, basta pensae che un procacciatore affari, come in teoria vanno inquadrati i webmaster che hanno adsense, è obbligato a versare minimo 2700 euro all’anno all’inps, anche se non guadagna nulla…Ora levare sti 2700 euro dai 5000 della soglia, levate poi i 1000 euro che vi chiede il commercialista, levate la ritenuta del 20% sulle fatture, e vedete se ciò che rimane sufficiente per giustifixare la denominazione di “impresa”
Ciao
anto
febbraio 12th, 2009 at 19:45
22anzi per i procacciatori affari levate il 23% e poi c’è anche l’enasarco da versare e la camera di commercio
Benessere
febbraio 15th, 2009 at 21:15
23Veramente utile questo post. mi sa che devo parlare con un commercialista …. per evitare brutte sorprese.
Scaricare Video
febbraio 27th, 2009 at 22:10
24Per me qua ci vuole chiarezza …. la legge italiana è indietro! quando si parla di Internet.
--------------- >>>>>>>>> Francesco Martino
febbraio 27th, 2009 at 23:09
25Mi sa che avete sbagliato un po’ tutti.
Se volete avere delle vere informazioni dovete rivolgervi alla AGENZIA DELLE ENTRATE, i commercialisti a volte non capiscono niente e ve lo assicuro per esperienza personale, provate a chiedere a tre commercialisti e vedrete , tre risposte diverse, mentre alla AGENZIA DELLE ENTRATE devono dire solo una cosa.
L’ENASARCO è per i rappresentanti.
Fino a 5000 €, non ci vogliono tante cose, se li superi sì.
Da tenere presente che se paghi per avere un sito, l’IVA si detrae dalle 5000 € e quindi …, magari parlate con qualche amico ragioniere che è uguale.
1000 € per un commercialista sono troppi, specialmente se deve fare una solo operazione.
La legge italiana non è arretrata con internet, andate sul sito del GOVERNO e vedrete quante leggi ci sono su internet.
Se guadagni dei soldi, devi pagare le tasse, punto. O li guadagni con internet o come imbianchino, o come idraulico, le devi pagare.
La ritenuta d’acconto è una tassa che si paga allo Stato, il tetto delle 5000 € annuali non li si dichiara al fisco, ma se fai una dichiarazione dei redditi, li devi inserire nella dicitura ALTRI REDDITI; perciò state attenti e non scoraggiatevi solo per questo.
fortunato
febbraio 28th, 2009 at 10:02
26Ciao, io risiedo in UK e il sito e’ su un server USA, ma i miei utenti sono ITA…. a chi pago le tasse?
ricevo i pagamenti su cc UK
grazie per l’aiuto
--------------- >>>>>>>>> Francesco Martino
febbraio 28th, 2009 at 16:30
27Le tasse si pagano dove una persona risiede
daninininilo
marzo 4th, 2009 at 19:06
28ciao ragazzi mica potreste dirmi quali sono le regole adsense… cioè cosa si puo fare e cosa no
sui click come funziona …
e poi come fanno a bannarti
vabbe avete capito , un link bo fate voi
vi ringrazio anticipatamente
--------------- >>>>>>>>> F r a n c e s c o M a r t i n o
marzo 4th, 2009 at 19:20
29Non capisco però perché Google vuole la fattura in dollari,
se è emessa in Italia deve essere in euro
o mi sbaglio?
Tagliaerbe
marzo 4th, 2009 at 19:37
30@daninininilo: le regole principali, sono queste: https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=it&answer=48182
Tagliaerbe
marzo 4th, 2009 at 19:38
31@Francesco Martino: da poco le cose sono cambiate: http://it-adsense.blogspot.com/2009/03/rapporti-ora-anche-in-uro.html
daninininilo
marzo 4th, 2009 at 20:20
32grazie tagliaerbe si vede che seiuna persona che capisce grazie ….
Liborio Butera
marzo 20th, 2009 at 23:20
33Ho trovato l’articolo particolarmente interessante, tuttavia credo che per avere una partita iva occorre superare i 5 mila euro l’anno. Altrimenti si è in regime di ritenuta d’acconto.
------------ >>>>>>>> Francesco Martino
marzo 22nd, 2009 at 05:52
34prima di scrivere cose inutili
o usare la parola CREDO
e le persone ci credono veramente
INFORMARSI
se non sei un commerciante e non conosci le informazioni esatte
vai all’Ufficio IVA o alle Agenzie delle entrate
e chiedi
Partita IVA anche con 100 €
Liborio Butera
marzo 22nd, 2009 at 08:15
35Francesco Martino: è vero quanto affermi, potresti avere la partita iva anche se guadagni SOLO un lecca lecca al giorno, ma ti conviene?
Invece è altrettanto vero che diventa obbligatoria se superi i 5 mila euro di guadagni l’anno.
Prima di cercare la polemica sarebbe opportuno capire il senso del commento e il contesto
------------ >>>>>>>> Francesco Martino
marzo 22nd, 2009 at 08:48
36@ Liborio
non voglio fare polemica
ma non voglio dare informazioni false
se non vuoi aprirti la partita IVA
NON fare questo lavoro
e poi se guadagni solo 5000 in un anno,
forse è loro di rivedere le proprie politiche commerciali e magari anche cambiare lavoro
Liborio Butera
marzo 22nd, 2009 at 08:55
37@Francesco: Mi pare di essere stato chiaro, ma ripeto: la partita IVA è obbligatoria solo per chi supera i 5 mila euro l’anno di guadagni, altrimenti si è a regime di ritenuta d’acconto tramite codice fiscale. Questa è un’informazione, poi è chiaro se tu fai il pubblisher di professione e superi queste cifre si rende necessaria, altrimenti l’impresa non vale la spesa.
Liborio Butera
marzo 22nd, 2009 at 09:16
38Ops… era “La spesa non vale l’impresa”
Alessandro
aprile 23rd, 2009 at 17:15
39Ma cambia qualcosa se il “cliente” è in europa comunitaria piuttosto che negli stati uniti? dico a livello di fattura e rimborso iva
------------ >>>>>>>> Francesco Martino
aprile 23rd, 2009 at 18:49
40@ Alessandro
Chiedere alle AGENZIE DELLE ENTRATE, NO, EHH?
Comunque ti illumino lo stesso.
Non cambia nulla, è comunque estero.
Il rimborso non è tuo, ma di colui che riceve la fattura e la deve chiedere allo Stato da cui ha comprato, dicendo che lui l’IVA non se la può scaricare.
Quindi se tu compri fatturato per esempio dagli Stati Uniti o dalla Francia, chiedi il rimborso e la tassa che hai pagato e che ovviamente non ti puoi scaricare, dopo qualche tempo ricevi indietro i soldi e quindi se hai pagato 120 €, quindi 20 € in più per le tasse, queste ti vengono rimborsate e quindi quel prodotto lo hai pagato 100 €.
diablo iii
maggio 4th, 2009 at 00:20
41veramente molto interessante come discussione!! Per fortuna che avendo il mio sito solo come hobby non dovrei superare mai i 5000€ l’anno e quindi non sono costretto ad aprire la partita IVA!! altrimenti mollerei tutto!!!
diaz1981
giugno 2nd, 2009 at 18:22
42scusate ma per chi ha un piccolo blog,quale soglia di contatti mensile (visual o cliccati?)deve raggiungere per passare arrivare al primo pagamento?
l’ho cercato sulle regole ma non ho trovato questa informazione…
----- >>>>>> Francesco Martino
giugno 2nd, 2009 at 19:24
43Nelle istruzioni c’è scritto.
Non le visite non contano,
conta la cifra,
minimo 100 €.
Shalapipot
giugno 21st, 2009 at 12:27
44Io faccio min. 4200 al giorno e 300000 al mese, potrei guadagnare bene?
dizionario sinonimi
giugno 22nd, 2009 at 21:18
45L’ unico modo per saperlo è provare!
Creazione siti internet
gennaio 3rd, 2010 at 16:14
46Volevo utilizzare adsense in uno dei miei siti, ma leggendo questo articolo, mi ci hai fatto ripensare, ma che andassero al quel paese l’IVA e l’italia.
Io me ne vado in inghilterra, almeno la non farò sito a 900 euro, ma a cifre molto superiori.
Prestito Blog
gennaio 28th, 2010 at 11:11
47Utilissimo articolo, ma sapevo anch’io che se i guadagni non sono ingegnti si può tranquillamente dichiarare il reddito adsense a fine anno senza necessariamente possedere una partita iva.
luca
febbraio 1st, 2010 at 02:47
48tutti guru della tastiera quaa?? aspetti fiscali.
La stessa legge 173, nell’ articolo 3, al punto 4 dice:
“4. La natura dell’attività di cui al comma 3 è di carattere occasionale sino al conseguimento di un reddito annuo, derivante da tale attività, non superiore a 5.000 euro”
Quindi, fino a che i redditi derivanti da un’attività di vendita diretta (anche in presenza di altri redditi, che non vanno a sommarsi), non raggiungono i 5000 euro all’anno, l’attività è da considerarsi “occasionale” e i suoi redditi NON vanno ad aggiungersi a quelli derivanti da altri impieghi.
Su fisco oggi leggiamo:
“Con successiva circolare n. 103 del 6 luglio 2004, l’Inps, sciogliendo la riserva contenuta nella circolare n. 9/2004 in riferimento a tale disposizione, ha precisato, sulla scorta delle direttive nel frattempo impartite dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che il reddito di 5mila euro costituisce, comunque, una fascia di esenzione e che, in caso di superamento di detta fascia in relazione alle sole attività considerate dalla norma, i contributi sono dovuti esclusivamente sulla quota di reddito eccedente e che il superamento di detto limite può discendere anche da una pluralità di rapporti..”
http://www.progettonewjob.ws/aspetti_legali_e_fiscali.html ciao evasori
:D:D:/
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