“By improving our analysis of the link structure of the web, Google has begun minimizing the impact of many Googlebombs. Now we will typically return commentary, discussions, and articles about the Googlebombs instead”.
Con questa frase, contenuta in un post di 4 giorni fa sull’Official Google Webmaster Central Blog, Matt Cutts mette la parola fine al fenomeno del Googlebombing.
Per chi non lo sapesse, il Googlebomb (o linkbomb) si ottiene quando un elevato numero di siti linkano una pagina utilizzando la stessa parola chiave, con l’unico scopo di risultare al primo posto in Google per quella keyword.
Un illustre caso di Googlebombing fu “miserable failure”, che fino a poco tempo fa restituiva al primo posto la biografia di George Bush:
imitato poi dal nostrano “miserabile fallimento” (che restituiva la biografia di Silvio Berlusconi): da oggi, però, questi metodi non portano più ad alcun risultato utile.
La notizia finirebbe qui, se non fosse che la tecnica in questione, se ci pensate bene, è praticamente la stessa che continuano ad utilizzare molti SEO e webmaster per cercare di posizionare ai primi posti i loro siti in Google.
Ne consegue che, se non si vuole veder vanificati i propri sforzi, è bene ripensare profondamente a tutto il modo con cui abitualmente si linka una pagina per farla emergere:
Con la fine del googlebombing, finisce anche l’era dello “scambio link selvaggio”, ed anche chi partecipa ai SEO Contest (come l’attuale Globalwarming Awareness2007) dovrà sicuramente tenerne conto ![]()
5 Risposte
AAA Copywriter
Gennaio 29th, 2007 at 07:44
1Per me che scrivo e che sono costretto a riempire i testi di keyword, “ERA ORA”!
cc
Ale
F@bri
Gennaio 29th, 2007 at 21:34
2Interessante, ma da quando parte questa rivoluzione?
Tagliaerbe
Gennaio 29th, 2007 at 21:38
3E’ già partita, le più note “google bombs” (miserable failure e miserabile fallimento) sono già state “disinnescate”
Alexander
Gennaio 30th, 2007 at 19:33
4Thanks for this info
Arrestato per Googlebombing
Settembre 13th, 2007 at 00:08
5[…] faccia di chi affermava che il Googlebombing era finito… ora speriamo solo che renda disponibile il suo software per il […]
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