Nell’era del buzz marketing, del viral marketing, del word-of-mouth marketing, arriva anche il momento del PayPerPost.
La formula non è nuovissima (nel dicembre del 2004, Marqui lanciò il primo “Paybloggers Program“, contratto trimestrale che prometteva $ 800,00/mese ad una ventina di blogger), ed oggi è stata “riveduta e corretta” da due società (PayPerPost e Zlio), che promettono di pagare chi tramite il proprio blog si darà da fare con i “consigli per gli acquisti”.
Come nei piccoli paesi si ricorre ai pareri del parroco o del farmacista, così nell’immensa blogsfera gli opinion leader dei blog più quotati potranno indirizzare i propri utenti verso quel prodotto o servizio, guadagnandone qualche dollaro.
Dal punto di vista “morale”, le prime reazioni non sembrano buone: mentre (quasi) nessuno si scandalizza se sportivi e modelle fanno da testimonial nelle pubblicità radiotelevisive, nel mondo dei blog c’è già chi parla di “Pagato Per Mentire”…
L'autore di questo blog e' Davide "Tagliaerbe" Pozzi. Dal 1995 si occupa a tempo pieno di Internet, e i suoi interessi attuali spaziano nei campi del:
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