Il modello di pubblicità che pare vada per la maggiore negli ultimi tempi, è il cost per click (conosciuto anche come pay per click , CPC o PPC): si acquista una sorta di “credito prepagato”, si decide quanto si è disposti a pagare per ogni click sul proprio annuncio pubblicitario, e (in questo modo) si pensa di ottimizzare al meglio l’investimento: chi clicca (si è portati a pensare) è (quasi) sicuramente interessato al mio spot.
Negli ultimi giorni noto però che qualcosa sta cambiando:
- Google, società che ha costruito la sua fortuna sul cost-per-click, ha annunciato il Targeting per sito : in pratica, un altro modo di chiamare la “tradizionale” pubblicità online su base CPM (costo per mille impression);
- Microsoft, anche se per ora solo su PDF, ha lanciato invece l’idea di un modello chiamato “Pay-Per-Percentage of Impressions“: in pratica, un sorta di “garanzia di visualizzazione” delle impression acquistate, basato sul calcolo delle volte che la parola chiave desiderata appare durante i risultati di ricerca, e sulla durata della campagna pubblicitaria.
Il pay-per-click è morto? sicuramente no, ma (per fortuna) si iniziano a valutare nuove vie (e a rivalutare le vecchie, che funzionano sempre egregiamente ;-) )… anche alla luce di recenti inchieste, che stimano la percentuale del click fraud intorno al 15%.

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