Due giorni fa ho partecipato a Milano ad un seminario IAB dal titolo “La creatività nell’era digitale“.
Mi è parso di respirare l’aria della new economy di circa 7 anni fa… per alcuni motivi:
1) arrivo un pò prima delle 09:00, e mi trovo davanti ad un sala da circa 250 posti… prendo posto, dicendo fra me e me “ma pensano davvero di riempila tutta ’sta sala?”.
Alle 09:30 i posti a sedere erano praticamente tutti pieni, e c’era pure parecchia gente in piedi (:eek:).
2) Nei primi due interventi, la molto professionale Layla Pavone e l’istrionico (in senso positivo, eh) Danny Meadows-Klue hanno elencato una serie di dati positivi da far paura: tra questi, pare che dal 2006 l’advertising online abbia ripreso il volo, con tassi di crescita di oltre il 50% in Italia, e anche superiori all’estero. Su questo punto, non posso che essere completamente d’accordo: lo vedo dalle richieste di preventivo (e soprattutto dal numero di contratti :-)) piovute su Hardware Upgrade e AV Magazine negli ultimi mesi…
3) Diversi interventi e case study vertevano su nuove forme di creatività online, alcune (IMHO) piuttosto “invasive”… personalmente mi trovo più vicino al pensiero esposto in questo post da Andrea Cappello (almeno quando l’advertising è rivolto ad un pubblico “evoluto”, che mal sopporta le pubblicità troppo “strillate”). 

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