Apprendo oggi da Repubblica.it che un “libro-nostalgia” (The dangerous book for boys) è diventato un best-seller.
Il libro insegna a costruire casette sugli alberi, accendere fuochi, fabbricare da soli una fionda e ricavare una spada da un pezzo di legno: incredibile, (quasi) le stesse cose che facevo da bambino!
I giochi più gettonati erano infatti “la tenda” (costruita con un cellophane e qualche bastone), la cerbottana (andava di moda doppia, con tanto di doppio mirino, e per i “proiettili” ci si arrampicava sulle palme, dalle quali si staccavano enormi rami carichi di “pallini”), e il fuoco.
Su quest’ultimo punto, però, c’era un misto fra piromania e lo spettacolo pirotecnico. Si facevano enormi cataste di cassette di legna (quelle della frutta) e foglie (il periodo “top” era infatti l’autunno), si accendeva il fuoco, e si buttava all’interno della pira una bomboletta spray (lacca, preferibilmente).
Ci si nascondeva quindi dietro le panchine attendendo la defraglazione… che avveniva prontamente dopo qualche minuto, con tanto di bimbi in fuga e mamme/nonne urlanti dalle finestre e dai balconi.
Chiudo la parentisi nostalgica dicendo che il libro è stato definito “anti-pc”: in effetti, da quando nel 1982 ho fatto la conoscenza del mio primo Home Computer (un Commodore 64), tutti questi giochi “sani” sono svaniti come lacrime nella pioggia…

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